Empatia e comprensione sociale nell'autismo.

La mancanza di empatia è nota come una caratteristica che costituisce disabilità sociale negli individui con Disturbi dello Spettro Autistico (ASD). Tuttavia, il concetto di empatia comprende diverse componenti socio-emotive e comportamentali che sono sostenute dall’integrazione fra i diversi circuiti cerebrali. Anzitutto c’è il semplice contagio emotivo: è la prima forma di condivisione affettiva che i bambini neurotipici manifestano sin dalle prime ore di vita. Infatti, come sostiene Hoffman, nei primi mesi dopo la nascita i bambini non sono ancora in grado di distinguere il sé dall’altro e quindi, nel momento in cui percepiscono l’emozione di qualcuno, non sono in grado di comprendere razionalmente che l’emozione percepita ha una causa esterna (l’altro soffre) e le “attribuiscono” una causa interna (io soffro).

È sempre Hoffman che definisce l’empatia con il termine di arousal empatico, mentre la risposta di condivisione empatica dell’emozione di sofferenza altrui la descrive come overarousal empatico. Da questo punto di vista, il disagio personale che si soffre nel vedere un disagio altrui differirebbe dall’empatia per un eccesso di attivazione.

Lo studio condotto dall’ Istituto di Neuroscienze, National Yang-Ming University, ha esaminato l’aurosal empatico e la comprensione sociale negli individui con sindrome autistica mettendo a confronto i risultati della ricerca con quelli di un gruppo di controllo, combinando alcuni indicatori come la soglia del dolore di pressione (PPT) con la risonanza magnetica funzionale (studio 1) e l’elettroencefalografia associata ai Potenziali Evento Correlati (EEG / ERP) con i tracciati della direzione degli occhi (studio 2), quali parametri della dimensione empatica che ha provocato nei soggetti dello studio alcuni stimoli raffiguranti lesioni corporali fisiche. 

I Potenziali Correlati ad Eventi riflettono sia i processi sensoriali evocati da uno stimolo fisico che l’attività neuronale legata alla risposta motoria che i processi cognitivi che dipendono dal compito in cui è impegnato un soggetto.

I risultati hanno indicato che i partecipanti autistici hanno avuto una risposta della soglia di dolore inferiore rispetto ai controlli. Durante la visualizzazione di parti del corpo che si sono ferite accidentalmente, i soggetti con autismo partecipanti al test hanno avuto un aumento delle risposte dei flussi sanguigni nella corteccia somatosensoriale, tuttavia queste risposte sono state molto minori in alcune aree cerebrali come nella metà anteriore del cingolo e nell’insula anteriore, così come sono risultate invece intensificate, ma ritardate (seppure conservate) le risposte della soglia del dolore di pressione (LPP). Invece, durante la visualizzazione di una persona che intenzionalmente feriva un’altra, sono state osservate nel gruppo degli autistici minori risposte emodinamiche nella corteccia prefrontale mediale e una ridotta soglia del dolore di pressione. Questo valore di soglia è un mediatore per la risposta nella corteccia somatosensoriale nel predire le soggettive valutazioni della sofferenza nel dolore altrui. 

Entrambi i gruppi: ASD e controllo avevano una soppressione del ritmo mu paragonabili. Il ritmo mu nel modello umano delle onde cerebrali, viene soppresso o bloccato quando il cervello è impegnato a fare, vedere o immaginare un’azione, e correla con l’attività del sistema dei neuroni specchio. Nella maggior parte delle persone, l’onda mu è soppressa sia in risposta al proprio movimento che quando si osserva un movimento altrui. Quindi in questo studio non si rileva differenza in questo meccanismo tra gruppo ASD e gruppo di controllo.

Il ritmo mu è indicativo della tipica risonanza emotiva che si verifica a livello fisiologico. I risultati dimostrano che, oltre alle soglie di dolore ridotto, gli individui con ASD mostrano un intensificato arousal empatico ma conservano un’alterata comprensione sociale quando sono gli altri a percepire un dolore. Sembrerebbe che le risposte fisiologiche siano presenti ma scoordinate e che i soggetti autistici facciano comunque fatica a comprendere la condizione dell’altro. A prescindere dai neuroni specchio.

Fan YT, et al., Empathic arousal and social understanding in individuals with autism: evidence from fMRI and ERP measurements, 2013 Aug 7, Soc Cogn Affect Neurosci.

 

   
   
© Formae Mentis Associazione Onlus