CARTA DEI DIRITTI DELLE PERSONE DIVERSAMENTE ABILI

“Le situazioni riconosciute di gravità determinano priorità nei programmi e negli interventi dei servizi pubblici.”

L.Q. 104/92 e successive integrazioni (Legge 8 marzo 2000, n. 53 e decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151).


La persona disabile  e diversamente abile ha diritto:

 

  1. al rispetto della propria dignità umana;
  2. alla promozione della piena integrazione nella sua famiglia, nella scuola, nel lavoro e nella società,
  3. alla sua partecipazione alla vita della collettività;
  4. alla  facilitazione nell’espressione della propria personale libertà;
  5. alla rimozione delle limitazioni date da condizioni invalidanti che impediscono lo sviluppo della persona, mediante ausili affettivi, sociali, psicologici, abilitativi, riabilitativi e abitativi;
  6. alle prestazioni stabilite in suo favore in relazione alla natura e alla consistenza della minorazione,
  7. ad un’analisi scientifica delle capacità complessive individuali per la costruzione di un progetto di vita “su misura” della persona,
  8. a terapie riabilitative efficaci, in grado di facilitare al massimo il raggiungimento della massima autonomia, 
  9. alla realizzazione dei suoi diritti civili, politici e patrimoniali;
  10. alla formazione professionale per l’avvio al lavoro, proporzionalmente alle abilità residue;
  11. al lavoro, compatibilmente con le proprie limitazioni.

 

 

La società civile assicura alla persona diversamente abile:

  1. il recupero funzionale e sociale della persona affetta da minorazioni fisiche, psichiche e sensoriali;
  2. i servizi e le prestazioni per la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle minorazioni;
  3. gli interventi di integrazione nelle attività comunemente svolte dai coetanei, in modo da far superare stati di emarginazione e di esclusione sociale della persona diversamente abile;
  4. la socializzazione negli spazi di vita condivisi dagli altri cittadini “normali”,
  5. l’adeguamento alle necessità delle diverse disabilità delle attrezzature e del personale dei servizi educativi, sportivi, di tempo libero e sociali;
  6. servizi di aiuto personale alla persona in temporanea o permanente grave limitazione dell'autonomia personale;
  7. provvedimenti che assicurino la fruibilità dei mezzi di trasporto pubblico e privato e la organizzazione di trasporti specifici;
  8. misure atte a favorire la piena integrazione nel mondo del lavoro, in forma individuale o associata, e la tutela del posto di lavoro;
  9. provvedimenti che rendano effettivi il diritto all'informazione e il diritto alla formazione permanente della persona disabile;
  10. organizzazione e sostegno di comunità residenziali, case-famiglia o servizi analoghi di tipo residenziale, inseriti nei centri abitati, al fine di scongiurare l’istituzionalizzazione e per assicurare alla persona handicappata, con il sostegno e la vicinanza della famiglia, un ambiente di vita adeguato, idoneo alla conquista dell’autonomia.

 

La società civile, nella convinzione assoluta che la famiglia sia una risorsa per la persona disabile, assicura alla famiglia della persona diversamente abile:

 

  1. il diritto alla salute per ogni congiunto, accanto alla sicurezza affettiva, sociale e abitativa  della persona diversamente abile nei momenti in cui la famiglia non fosse in grado di sostenere il carico;
  2. il diritto a vedere assicurato il progetto di vita che ogni famiglia ha consapevolmente adottato per il proprio congiunto;
  3. aiuto e sostegno nella scelta e nell'attuazione degli interventi sociali e sanitari, in modo da garantire concretamente l’attivazione delle potenziali capacità;
  4. adeguato sostegno psicologico e psicopedagogico, servizi di aiuto personale o familiare, strumenti e sussidi tecnici indispensabili al superamento delle barriere sociali, mentali, architettoniche;
  5. la possibilità di  scegliere l’Ente Gestore  dell’assistenza sulla base di quel  progetto di vita, unitario ed integrato nei vari segmenti legati all’aspetto riabilitativo, educativo e ricreativo;
  6. la certezza di veder assegnato l’incarico all’ente gestore dei servizi alla persona disabile mediante gara d’appalto pubblica pubblicizzata in internet, sulla base dei criteri della Qualità Totale (efficacia, efficienza, trasparenza, monitoraggio, controlloverifiche periodiche mediante osservazioni sistematiche dei percossi e dei processi);
  7. una Carta dei Servizi, che descriva puntualmente le caratteristiche del servizio che l’ Ente  può offrire agli utenti;
  8. locali idonei, di proprietà pubblica,  garantiti sul piano della sicurezza, messi a disposizione dall’ente locale, per lo svolgimento delle attività ricreative e/o riabilitative delle persone con disabilità, locali aperti a momenti di reale integrazione con il territorio;
  9. di poter esigere che l’Ente Gestore includa, nel progetto complessivo, tempi e spazi per la discussione, la progettazione, la realizzazione di iniziative,  anzitutto tra le famiglie e poi  tra le famiglie e gli operatori che effettivamente svolgono il servizio, al fine di favorire incontri per la socializzazione dei problemi e dei successi conseguiti, in modo da pervenire, concretamente, insieme, ad un’ efficace condivisione dell’intero impianto organizzativo;
  10. l’opportunità di conoscere le attitudini dell’operatore che affianca la persona diversamente abile, la sua idoneità psico-fisica, le sue esperienze precedenti;
  11. l’inserimento di ogni nuovo operatore attraverso momenti di affiancamento;
  12. il non avvicendamento di diversi operatori, limitandone il numero a  due, massimo tre laddove il caso lo richieda, al fine di dare continuità ed uniformità all’intervento;
  13. la formazione e l’utilizzo dei volontari soltanto come “valore aggiunto”, in affiancamento e mai in sostituzione degli operatori, per iniziative di tempo libero, di svago, di assistenza domiciliare;
  14. di poter usufruire dell’assistenza anche fuori dal Comune di residenza, in occasione di spostamenti per  vacanze o per cure;
  15. di favorire al massimo l’interazione e la comunicazione delle esperienze di ciascun operatore, per una migliore realizzazione della unitarietà del progetto;
  16. momenti periodici di  incontro e di verifica con tutte le parti coinvolte nel progetto di vita della persona diversamente abile, anche con figure di supporto espressamente richieste dalla famiglia;
  17. verifiche periodiche e costanti del servizio, nell’ottica della qualità;
  18. garanzia di trasparenza di tutti gli atti formali, contabili, operativi,di verifica  e controllo, nel rispetto della legge sulla trasparenza e nel rispetto della Privacy;
  19. garanzia della sicurezza dei locali, del servizio, delle attività svolte dalla persona diversamente ABILE;
  20. minimo sostanziale, per assicurare un servizio di qualità, è che l’Ente Gestore garantisca agli  operatori la puntualità contributiva.

 

N.B. non è la carta dei sogni, ma semplicemente la sintesi di un contesto legislativo che già esiste,ma spesso viene ignorato….

 

   
   
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