Bassa connettività tra corteccia e sistema libico alla base della difficoltà di discriminazione verbale nei bambini con autismo.


Gli individui con disturbi dello spettro autistico (ASD) spesso mostrano una sorta di “insensibilità” alla voce umana, un handicap che è stato interpretato come indicativo di un deficit di comunicazione nella popolazione autistica[1]

La teoria della motivazione sociale[2] delle persone con Disturbi dello Spettro Autistico ipotizza che sia alterata la connessione dei centri del sistema limbico preposti alla ricompensa, in correlazione ai sistemi emozionali. Quest’alterazione renderebbe complesso per i bambini con Disturbi dello Spettro Autistico riuscire ad impegnarsi attivamente nella comprensione del discorso (come non fossero interessati!). 

Lo studio condotto da Abrams e altri[3] esplora questa teoria studiando, nei bambini con Disturbi dello Spettro Autistico, i sistemi cerebrali sottostanti la percezione della voce umana. Sono stati utilizzati una serie di dati relativi a risonanze magnetiche funzionali acquisite da 20 bambini con Disturbi dello Spettro Autistico, messi a confronto con 19 bambini neurotipici di età e quoziente intellettivo identico. Lo studio ha rilevato un deficit nell’autismo che riguarda espressamente una connettività funzionale intrinseca nel solco temporale superiore, l’area preposta alla selezione dei suoni derivanti dalla voce.

I bambini con Disturbi dello Spettro Autistico hanno mostrato un sorprendente risultato comune di bassa connettività tra il solco temporale superiore dell’emisfero sinistro e l’area della via della ricompensa, la via dopaminergica, comprese le zone bilaterali ventrali tegmentali e il nucleo accumbens, l’insula dell’emisfero sinistro, la corteccia orbitofrontale e la corteccia prefrontale ventromediale. I bambini con Disturbi dello Spettro Autistico hanno anche mostrato una bassa connettività tra il solco temporale superiore dell'emisfero destro, una regione nota per la comprensione della prosodia del discorso (la musicalità, il suono della voce, il ritmo, l'accento), e la corteccia orbito-frontale e l'amigdala, le regioni cerebrali critiche per l'apprendimento associativo legate alle emozioni. 

Il grado di riduzione della connettività tra la corteccia e i percorsi selettivi della voce sono connessi ai sistemi di ricompensa e sono predittivi della gravità dei sintomi nel deficit di comunicazione nei bambini con Disturbi dello Spettro Autistico. I risultati dello studio suggeriscono che la debole connettività della corteccia del cervello con le strutture vocali selettive coinvolte nei sistemi della ricompensa e dell'emozione possano compromettere la capacità dei bambini con Disturbi dello Spettro Autistico di riuscire a sperimentare l’attenzione al discorso come uno stimolo piacevole, con un impatto determinante sia sullo sviluppo del linguaggio che sullo sviluppo delle abilità sociali, e questo sarebbe un dato comune nella popolazione autistica. 

Questo studio conferma lateoria della motivazione sociale nel Disturbi dello Spettro Autistico.

Ma ci aiuta anche a capire come mai le tecniche cognitivo-comportamentali come l'ABA sono efficaci. Perché segmentano i processi di insegnamento-apprendimento in micro unità didattiche, senza creare elementi di disturbo, eliminando eventuali "distrattori", agiscono sul sistema della ricompensa, rinforzano gli apprendimenti conseguiti e li concatenano gli uni agli altri.

A volte i genitori dei bambini autistici (soprattutto se gravi) credono che i figli siano sordi, altre volte che non siano in grado di capire. Non è così. Bisogna costruire un ambiente strutturato dove permettere loro tempi fluidi di attenzione per la comprensione.

 


[1] Kover ST, et al., Sentence Comprehension in Boys with Autism Spectrum Disorder, Am J Speech Lang Pathol. 2014 Mar 1. doi: 10.1044/2014_AJSLP-13-0073.

 [2]Chevallier C 1 , et Al., The social motivation theory of autism, Trends Cogn Sci. 2012 Apr;16(4):231-9. doi: 10.1016/j.tics.2012.02.007.

[3] Abrams DA,et al., Underconnectivity between voice-selective cortex and reward circuitry in children with autism, Proc Natl Acad Sci U S A. 2013 Jul 16;110(29):12060-5. doi: 10.1073/pnas.1302982110.

 

   
   
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